Lo stile cristiano dell'Avvento

Avvento? È un tempo che si ripete di anno in anno, quasi come un ritornello che la liturgia non si stanca di farci ripetere. Ma più che un tempo sarebbe più opportuno definirlo uno stile, un atteggiamento che contraddistingue la vita del cristiano, da assumere nei giorni, nella ferialità del proprio vivere.
Il proprio dell’Avvento è l’andare incontro facendo attenzione e vegliando.
Nella prima lettura, della prima domenica d’Avvento, il profeta Isaia così si rivolge al Signore: Se tu squarciassi i cieli e scendessi! (Is 63,19). La dimensione tipica del cristiano è quella dell’essere un individuo in attesa: di chi o di che cosa? Il cristiano attende il Veniente, il Signore che ritornerà a giudicare la storia. Il cristiano nell’attesa si rende pronto a quell’incontro, a quella venuta del Cristo che si manifesterà progressivamente negli eventi della sua esistenza.
Due atteggiamenti sono fondamentali all’attesa: il prestare attenzione e il vegliare. L’attenzione è un atteggiamento indispensabile per una vita non superficiale, ma che sa andare in profondità alle cose. Fare attenzione significa porsi in modo “sveglio” e non distratto di fronte alla realtà, significa accorgersi della Parola e del grido dei poveri. Essere attenti significa essere presenti a ciò che accade nel cuore e nello spazio di realtà in cui ci si muove.
Un secondo atteggiamento da custodire è quello della vigilanza: Vegliate, con gli occhi aperti e spalancati. Il vegliare è un guardare in avanti, uno scrutare nella notte, un attendere senza tregua le prime luci dell’alba. Vegliare significa non rimanere indifferenti o assopiti di fronte a ciò che accade intorno a sé, alle persone che ci capita di incontrare, a quelle a cui vogliamo bene o meno: vegliare significa essere interessati a quel passo silenzioso di Dio che attraversa la nostra vita nonostante la nostra indifferenza.
Vegliare significa rinnovare nel tempo una scelta, in una continua tensione tra presente e futuro, tra terra e cielo, in attesa che il desiderio nascosto nel cuore sia colmato da Colui che da sempre ci ha desiderato. Solo chi è capace di assumere questo atteggiamento, saprà apprezzare e gioire dell’istante presente, saprà conoscere il significato e la bellezza dell’attesa dell’amico che tarda a venire, certo che Lui comunque verrà.
Il rischio quotidiano è una vita assopita, addormentata, che non sa vedere la propria e altrui esistenza come una madre in attesa del proprio figlio.
Attenzione e vigilanza: siano questi due atteggiamenti, lo stile giusto per intraprendere ancora una volta questo cammino di attesa, il momento favorevole per decidersi, il tempo in cui cominciare ad accorgersi di come il Signore ha deciso di attraversare la nostra vita.
frate Nicola Zanin