4° Criterio di discernimento

Fare i conti con le circostanze concrete in cui ho incontrato il Signore

Il quarto criterio è un’annotazione molto concreta: fare i conti con le circostanze attraverso le quali hai incontrato il Signore. La prima circostanza con cui fare i conti è l’inclinazione del cuore. Non l’impulso immediato del sentimento, ma l’inclinazione che lo Spirito fa nascere nel segreto. La vocazione si conferma attraverso a questo dialogo intimo tra sé e il Signore. Se tu senti l’inclinazione a dare te stesso per il bene degli altri: devi domandarti se per caso il Signore non abbia riservato per te una vocazione più profonda e decisiva per Lui. Se tu t’accorgi che l’amore umano ultimamente non ti rende pienamente contento: allora devi domandarti se, per caso, Dio non voglia che tu dia il cuore a Cristo.
La seconda circostanza è data dagli incontri che fai. Se il Signore ti ha fatto incontrare alcune persone particolari od una comunità particolare, devi fare i conti con la loro proposta, con il loro carisma. Perché se il Signore voleva da te qualcos’altro, ti faceva incontrare altre persone. E invece no. Questa è la circostanza concreta con cui devi verificarti. Tutto è dato dallo Spirito, anche le circostanze esterne, anche la percezione dei bisogni della Chiesa, anche la scoperta della necessità della testimonianza a Cristo come suprema esigenza della vita. Lo Spirito, dal di dentro, condurrà con una chiarezza crescente, senza artificio e pressione, a capire che per te sta bene quella modalità particolare (ad esempio, quella francescana della fraternità) di testimoniare Cristo. Ci possono poi essere circostanze particolari, proprie di ognuno. Tutte vanno vagliate con cautela. La fedeltà alle circostanze è una garanzia di oggettività nel discernimento vocazionale.