L'intuizione spirituale

Caro/a giovane, il Signore ti dia pace! Chissà quante volte ti sarà capitato di ritrovarti sorpreso, meravigliato, stupito di fronte a certi eventi, entrati inspiegabilmente nella tua vita. I sentimenti che si provano in quelle situazioni sono come un vortice che fa affiorare domande nel cuore: è proprio lì che emergono delle piccole luci interiori, delle intuizioni che conducono a cercare il Signore più intensamente. Quelle di cui stiamo parlando, sono “intuizioni spirituali”, moti dello Spirito che il Signore manda nella vita di ciascuno, per rivelargli i tratti sempre più definiti del suo volto e spingerlo a camminare dietro a Lui. Mi auguro che queste poche righe possano aiutarti a prendere coscienza di come il Signore sta parlando al tuo cuore attraverso gli eventi della tua quotidianità e della tua vita. Prova sinceramente a chiederti: quali sono gli eventi con cui Dio sta parlando di sé alla mia storia, al mio cammino, al mio desiderio di pienezza? E come sto rispondendo personalmente a queste intuizioni? Fuggo, faccio finta di niente oppure mi confronto con qualcuno, un frate, una suora, un sacerdote per comprendere in profondità il Signore che viene a cercarmi? Buona riflessione!

frate Nicola frate.nicola@gmail.com

Il Signore in alcuni momenti parla davvero in maniera sorprendente. Una sensazione particolarmente acuta di dolore o di gioia, un pensiero che improvviso attraversa la mente, la lucidità che qualcosa è possibile anche per me, un fortissimo senso della sua presenza… Tutti questi moti dello Spirito s’avvicinano a quello che possiamo chiamare un'”intuizione spirituale”. L’intuizione spirituale è una verità di Dio su di noi: è una verità per te, per me. E’ l’aver capito un qualcosa che ha dato la forza di trasformare le proprie abitudini in un rapporto vero e singolare di conoscenza e di stima con Gesù. Gesù parla attraverso il suo Spirito, fa capire, riscalda il cuore, convince, chiama. A ciascuno di noi Gesù manda qualche intuizione spirituale: bisogna rimanere attenti attraverso il silenzio, la preghiera, la lettura della Bibbia, la celebrazione comune della fede e dei sacramenti, la commozione verso i poveri e coloro che soffrono, il disagio di fronte all’ingiustizia e al dolore del mondo, l’amore di una persona che mi vuole bene, che mi sorprende perché non lo merito. Queste sono le strade più comuni attraverso le quali mi possono giungere le intuizioni spirituali. Poi, a poco a poco, questa intuizione spirituale prende la figura di un volto, come un’immagine che viene messa a fuoco, e il volto assume di volta in volta delle espressioni diverse: muove le labbra, parla e dice parole di lucidità sulla vita, d’incoraggiamento, detta nuove misure circa le difficoltà, spiana i cammini, dà forza, racconta la verità di un rapporto che potrebbe sostenere tutta la vita. Gesù diventa per il credente una persona reale. Poi scompare, poi riappare, poi convince e dà la forza di porre le prime decisioni, di operare i primi distacchi, di tessere nuove e più giuste relazioni. Al giovane che cerca la sua strada il volto di Gesù diventa più familiare; in genere si fissa in una particolare pagina del Vangelo: quella del giovane ricco, grande nel suo desiderio e povero nella sua tristezza; quella di Zaccheo, prima pieno di vergogna e poi pieno di gioia; quella di Pietro che tradisce, che piange, ma che torna ad amare; quella di Gesù tra le messi, che prega il padre e attende operai per il regno; quella della peccatrice perdonata, con il suo vaso d’amore e d’alabastro; la pagina del Getsemani, in cui Gesù stempera la sua solitudine in sangue e sudore; quella di Maria di Magdala, smarrita tra le sue lacrime; quella di Gesù che dona il figlio alla madre e la madre al figlio… E altre ancora. Per il giovane o la giovane che cerca la sua strada, il volto di Gesù compare in una di queste tavole del Vangelo: si contemplano con più nitida chiarezza, parlano, e si sta bene in questa contemplazione. E in tutto questo si percepisce una promessa: lo Spirito santo t’accompagnerà. E allora ci si mette in cammino. L’intuizione spirituale è diventata feconda.

Severino Pagani