Date tempo a ciò che rimane

Cari giovani in ricerca, il Signore vi dia pace!

Condivido quest’oggi con voi alcune riflessioni fatte in queste ultime settimane negli incontri in confessionale con due, tre giovani prima della Pasqua.

Ho avuto l’opportunità di ascoltare tante belle storie, desideri e sogni di vita, di intuire come il Signore, attraverso una sua pedagogia e creatività, riesca a raggiungere il cuore di ognuno per farsi cercare, trovare, scegliere.

Ho ascoltato tante domande sul futuro, sulla vita in generale, sulla strada da intraprendere e percorrere verso la felicità piena: Che cosa devo fare perché la mia vita che abbia senso? Credo che ogni giovane sia abitato da questa domanda, un interrogativo che, spesso però, fatica a trovare una sua accoglienza per una certa paura di fondo che ostacola un’eventuale risposta… Sì, perchè se il Signore mi chiedesse qualcosa di più, allora dovrei rinunciare a tante cose, tante relazioni, tanti divertimenti, racconta Matteo, giovane di Treviso.

Credo che la domanda sulla vita non possa essere messa da parte, soprattutto negli anni della giovinezza: ciò a cui non si risponde, prima o poi ti ritorna indietro, a trenta, trentacinque, quaranta anni, dice Samuele (42 anni compiuti), con il rischio di trovarsi fuori posto dopo aver già fatto alcune scelte di cui non si era profondamente convinti…

Nei colloqui personali con alcuni giovani, spesso mi capita di notare come le paure e la consapevolezza di perdere qualcosa per il Signore e per gli altri, siano degli ostacoli enormi che inducano la persona ad accontentarsi della mediocrità, di una vita senza mete o direzioni, una vita a metà.

Quando cerco di far risuonare in un giovane la domanda sulla vita e sulla vocazione, mi trovo spesso di fronte a persone che preferiscono evitare, posticipare o reprimere, l’interrogativo fondamentale sull’esistenza. Alcuni, ma non tutti: Michele, invece, raccontandomi del suo incontro ad Assisi con un frate, presso la tomba di San Francesco, è grato per le parole che quel francescano gli ha detto durante uno scambio fraterno sulla vocazione.

Ci chiediamo: come vincere allora paure e freni nella ricerca della propria vocazione? Accogliendole con umiltà, provando con pazienza e disponibilità ad affidarle al Signore e nel confronto con una guida spirituale, che possa aiutare a fare verità nella propria vita e in quel progetto straordinario e bello che è la volontà del Signore su ogni creatura.

Cari giovani, non perdiamo tempo in ciò che passa, date tempo a ciò che rimane!

frate Nicola

frate.nicola@gmail.com