All'altezza del cuore

di frate Daniele La Pera

C’è un momento nella nostra vita in cui sembra tutto finito, perché abbiamo perso una corsa che non riuscivamo più a sostenere. Per il desiderio di vincere avevamo fatto anche carte false, ma sono state le prime a tradirci quando è arrivato il momento di fare i conti con la realtà. Guardava fuori il mattino ancora opaco, correndo il rischio di lasciar cadere la speranza già ferita, troppo sconvolta. Intorno tutto calmo, anche se dentro si agitavano forti emozioni contrastanti: il desiderio di ristabilire un contatto con qualcosa di sé che sembrava perduto, ma non dimenticato, poi la fatica di non trovarsi, la paura di non essere abbastanza… intanto, c’era silenzio. «Credevo di non essere all’altezza, sono stato un codardo… non me la sento più di andare avanti così». Per la prima volta disse parole oneste, che si affacciavano sull’imprevedibile futuro, dette per dichiarare a se stesso la volontà di dare una svolta alla propria vita, a quella relazione ormai perduta. Perduta come la falsa certezza delle menzogne. «Puoi ancora scegliere, anche se non puoi cambiare il passato, puoi ancora scegliere che uomo diventare. Non puoi cambiare chi sei stato, ma puoi scegliere chi essere da domani». Fu allora che entrambi risentimmo qualcosa: il battito di un cuore che, nel disastro lasciato dalla menzogna, faceva sentire di nuovo la sua voglia di vivere, il desiderio di riscattarsi. Perché possiamo anche mentire a tutti, ma non riusciremo mai a raccontarla al nostro cuore. Lui sa tutto e non sopporta di essere ingannato. Allora, non rimane che sopportare la fatica di spostare le macerie per guardare ciò che resta: anche se sembra molto poco, quello è tutto ciò che abbiamo per ricominciare. Poco, ma vero, piuttosto che “molto” inventato e sospeso sul nulla. Poco, ma necessario per mettere le basi di nuovo percorso, dove l’unica cosa che conta è essere all’altezza del cuore.

«Chi è saggio di cuore accetta i precetti,

chi è stolto di labbra va in rovina».

Pr 10,8