
Solo nel 1921 il sindaco Italo Levacher riuscì dopo varie vicende ad ottenere la cessione dell’immobile dal Demanio al Comune di Treviso. A partire dal 1924 ebbero luogo sotto la guida del Professor Luigi Coletti e dell’Associazione per il Patrimonio Artistico Trevigiano i lavori di restauro dell’edificio e dei suoi preziosi affreschi che restituirono la chiesa al suo attuale aspetto. Le condizioni in cui versava la chiesa erano disastrose: oltre alla suddivisione dell’immobile in tre piani, vi erano importanti cedimenti strutturali specie nella zona del fronte meridionale del transetto, dove esisteva un importante strapiombo del muro; buona parte della soffittatura a carena di nave era stata danneggiata e di essa sopravvivevano solamente i modiglioni ed alcuni cassettoni; il pavimento antico era stato distrutto e sostituito da un acciottolato. Nel 1927 grazie all’offerta generosa dei signori Fortunato ed Antonio Romano fu ricostruito, sulla base della parte superstite, il soffitto a carena di nave e nello stesso anno furono avviate le operazioni di demolizione della stalla e della casa addossata alla facciata della chiesa. In occasione dei lavori vennero anche ritrovati diversi affreschi che erano stati ricoperti da una mano di calce ed il cui restauro fu curato ed eseguito da Mario Botter. Nel 1928 fu realizzato un pavimento in laterizio (l’attuale è invece del 1969) grazie alla somma cospicua donata dalla Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana. Il 4 ottobre 1928, festa di San Francesco, la chiesa venne finalmente riconsegnata ai frati Minori Conventuali ed al culto cittadino con una solenne cerimonia a cui parteciparono le più importanti cariche civili ed ecclesiastiche, come il vescovo Monsignor Longhin. Mancava ancora l’altare maggiore, che ricavato in monoblocco dal Monte della Verna, dove san Francesco aveva ricevuto il dono delle stimmate, e offerto dal Comune di Firenze, sarebbe giunto qualche tempo dopo.I lavori di restauro e di rifinitura si protrassero anche negli anni seguenti: gli anni Trenta si caratterizzarono infatti per il completamento funzionale dell’edificio di culto e furono inaugurati gli attuali altari realizzati su disegno dell’architetto Alberto Alpago Novello. Nel 1935 si lavorò all’edificazione del chiostro sul lato settentrionale della chiesa e tra il 1937 ed il 1942 fu costruito il nuovo campanile.La chiesa fu abbellita con l’introduzione di opere d’arte come due affreschi staccati da Mario Botter ed il Crocifisso ligneo di fine Seicento donato dai frati di Camposampiero (PD). Nel 1935 fu ricomposto quanto rimaneva dell’arca proveniente dall’ex chiesa di Santa Margherita di Pietro Alighieri, figlio di Dante, e collocato in chiesa sulla parete settentrionale del transetto.
Nella chiesa hanno fatto ritorno anche alcuni frammenti lapidei provenienti dalle sepolture che si trovavano in San Francesco: l’arca di Alvise Sugana, morto nel 1523, la lapide fatta realizzare dai frati Minori nel 1555 come ringraziamento alla benefattrice Tomasia da Limbraga ritrovata da Mario Botter nel 1938; la lapide relativa alla sepoltura del conte Brandolino de’ Brandolini, morto nel 1396, oggi sulla parete settentrionale del transetto; infine le lapidi delle famiglie Da Borso e Bosello, quest’ultima situata sul pilastro a sinistra dell’ingresso laterale. Sul pilastro di destra invece si trova la lapide della tomba di Francesca Petrarca, figlia del celebre poeta, morta di parto a Treviso nel 1384 e sepolta nel cimitero sul sagrato della chiesa a lato dell’entrata meridionale. La lapide fu recuperata prima dello smantellamento del cimitero mentre in un secondo momento furono anche prelevate le ossa di Francesca i cui resti mortali, collocati all’interno della chiesa dal 1932, sono le uniche spoglie rimaste in San Francesco. Questa tomba, i frammenti lapidei delle sepolture e gli affreschi votivi visibili all’interno del tempio testimoniano ancora oggi l’importanza del ruolo che questa chiesa seppe ricoprire attraverso i secoli per la vita religiosa dei fedeli della città e dei dintorni.
dal volume “San Francesco in Treviso. Fra la terra e il Cielo“
riduzione dal testo Vicende storiche di Elena Khalaf